Ravvedimento Operoso

Last update 31 May 2022

Di cosa si tratta

Il ravvedimento operoso, regolato dall'articolo 13 del Decreto Legislativo n. 472/97 e successive modifiche ed integrazioni, è lo strumento che consente al contribuente di regolarizzare spontaneamente la sua posizione tributaria in caso di omesso, parziale, tardivo o infedele versamento dei tributi dovuti.
Grazie al ravvedimento i contribuenti possono rimediare spontaneamente alla violazione, applicando una sanzione ridotta e gli interessi moratori calcolati sulla base del tasso di interesse legale, senza dover incorrere a sanzioni più pesanti elevate a seguito dell’attività di accertamento del Comune.
Per il ravvedimento operoso si applicano le disposizioni cui all’art. 13, comma 1, D.Lgs. n. 472/1997, modificato dall’art. 10-bis, D.L. n. 124/2019, convertito in Legge n. 157/2019. 
Dal  25  dicembre  2019,  data  di  entrata  in  vigore  della  Legge  n.  157/2019  di  conversione  del  D.L.  n.  124/2019, con l’abrogazione del comma 1bis, art. 1, D.Lgs. n. 472/1997, tutti i tributi comunali godono del  ravvedimento  cosiddetto  “lunghissimo”,  pertanto,  nel  caso  in  cui  vengano  versati  oltre  il  termine  ordinario, e sempre che il comune non abbia già avviato l’azione di accertamento, il contribuente potrà evitare  la  sanzione  piena  del  30%  calcolando  e  versando  contestualmente  al  tributo  la  misura sanzionatoria prevista, che risulta articolata sulla base del periodo di applicazione. Le nuove disposizioni si applicano anche alle violazioni commesse prima dell’entrata in vigore della legge di conversione del D.L. n. 124/2019.
La sanzione, sempreché la violazione non sia stata già constatata e comunque non siano iniziati accessi, ispezioni,  verifiche  o  altre  attività  amministrative  di  accertamento  delle  quali  l’autore  o  i  soggetti solidalmente obbligati, abbiano avuto formale conoscenza, è ridotta:
a) ad un decimo del minimo nei casi di mancato pagamento del tributo o di un acconto, se esso viene eseguito nel termine di trenta giorni dalla data della sua commissione;
b) ad  un  nono  del  minimo  se  la  regolarizzazione  degli errori  e  delle  omissioni,  anche se  incidenti sulla  determinazione  o  sul  pagamento  del  tributo,  avviene  entro  novanta  giorni  dalla  data dell'omissione o dell'errore, ovvero se la regolarizzazione delle omissioni e degli errori commessi in dichiarazione avviene entro novanta giorni dal termine per la presentazione della dichiarazione in cui l'omissione o l'errore è stato commesso;
c) ad un ottavo del minimo, se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, anche se incidenti sulla  determinazione  o  sul  pagamento  del  tributo,  avviene  entro  il  termine  per la  presentazione della  dichiarazione relativa  all'anno  nel  corso  del  quale  è stata  commessa  la  violazione ovvero, quando non è prevista dichiarazione periodica, entro un anno dall'omissione o dall'errore;
d) ad un settimo del minimo se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, anche se incidenti sulla  determinazione  o  sul  pagamento  del  tributo,  avviene  entro  il  termine  per la  presentazione della dichiarazione relativa all'anno successivo a quello nel corso del quale è stata commessa la violazione ovvero, quando non è prevista dichiarazione periodica, entro due anni dall'omissione o dall'errore;
e) ad un sesto del minimo se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, anche incidenti sulla determinazione  o  sul  pagamento  del  tributo,  avviene  oltre  il  termine  per  la  presentazione  della dichiarazione  relativa  all'anno  successivo  a  quello  nel  corso  del  quale  è  stata  commessa  la violazione ovvero, quando non è prevista dichiarazione periodica, oltre due anni dall'omissione o dall'errore;
f) ad  un  decimo  del  minimo  di  quella  prevista  per  l'omissione  della  presentazione  della dichiarazione, se questa viene presentata con ritardo non superiore a novanta giorni ovvero a un decimo  del  minimo  di  quella  prevista  per  l'omessa  presentazione  della  dichiarazione  periodica prescritta  in  materia  di  imposta  sul  valore  aggiunto,  se  questa  viene  presentata  con  ritardo  non superiore a trenta giorni.
Il  pagamento  della  sanzione  ridotta  deve  essere  eseguito  contestualmente  alla  regolarizzazione  del pagamento del tributo o della differenza, quando dovuti, nonché al pagamento degli interessi moratori calcolati al tasso legale con maturazione giorno per giorno. In sede di versamento l’importo totale deve essere inglobato con il tributo dovuto. Il calcolo delle sanzioni e degli interessi assume a riferimento la data di versamento.

Interessi da calcolare
Gli interessi vanno calcolati (sull’imposta dovuta, al netto delle sanzioni) in funzione dei giorni intercorrenti tra il termine di legge entro cui doveva essere eseguito il versamento e la data in cui si esegue la regolarizzazione.

Per il calcolo occorre tener conto delle seguenti percentuali d'interesse:
0,2% annuo dal 01/01/2016 al 31/12/2016
0,1% annuo dal 01/01/2017 al 31/12/2017
0,3% annuo dal 01/01/2018 al 31/12/2018
0,8% annuo dal 01/01/2019 al 31/12/2019
0,05% annuo dal 01/01/2020 al 31/12/2020
0,01% annuo dal 01/01/2021 al 31/12/2021
1,25% annuo dal 01/01/2022 al 31/12/2022

Modalità di versamento
Il contribuente che intende sanare la violazione dovrà munirsi di un modello F24 e compilarlo secondo le istruzioni allegate al modello, indicando correttamente i codici.
Per altre modalità di pagamento contattare l'Ufficio Tributi. 

Una volta regolarizzato il versamento occorre comunicare all'ufficio l'avvenuto pagamento, utilizzando l'apposito modello (in allegato) al quale dovrà essere unita la fotocopia della ricevuta di versamento.  

Al contribuente che pur avendo versato in ritardo l'imposta non ha effettuato il versamento comprensivo della sanzione ridotta e degli interessi, verrà inviato, nei termini di legge, un avviso di accertamento comprendente l'applicazione delle sanzioni intere e degli interessi maturati fino all'eseguito versamento.

Dove Rivolgersi:
Ufficio Tributi (vedi dettaglio e orario di apertura)
 

Riferimenti Normativi:
D.Lgs. N. 472 del 1997 (art. 13)
D.L. 124/2019

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